Visto che non è sempre possibile giocare a Caramelle, ho iniziato questo nuovo giochino: Corri Corri.

Corri Corri è la storia di un Indiana Jones qualunque che deve scappare da un mostro con la faccia di piccione. Praticamente nel gioco non succede niente. Il protagonista corre, corre e corre. A volte inciampa, a volte finisce in queste rotelle giganti della preistoria e deve sempre stare attento a girare a destra e a sinistra. Quando cammina su delle tegole, allora il mostro si avvicina (sono tegole maledette, a quanto pare). Lo scopo del gioco è, a parte correre, collezionare questi quadrucci dorati. Mi piace quando finisce nel fiume e quando scende veloce con la corda. Ma il resto è noiosissimo. 

Mannaggia al diavoletto! Un altro fictional character da aggiungere alla lista di cottarelle

Mamme che cercano di fermare il frignare dei pargoli dicendo loro: Basta! Ti stanno guardando tutti!

Mamme! Mamme. È inutile dire loro questa cosa. I bambini sono degli egocentrici. I bambini lo fanno per ottenere attenzioni. I bambini lo sanno benissimo, perché sono stati programmati per fare questa cosa. Loro strepitano e gridano per dare fastidio e quando nessuno li vede girano la testa come i pupazzi dei ventriloqui, questo perché sono creature un po’ demonio / un po’ legno di frassino. I bambini sono pure peggio delle ragazze di Non è la rai. I bambini guardano nelle nostre teste e a volte nelle metropolitane rubano i braccialetti delle signore e li nascondono nei passeggini. Non lo fanno per i soldi (dopo li buttano nei tombini), ma solo per creare scompiglio nella società.

L’importante è rendersi conto

L’importante è rendersi conto

Approfitto di questo giorno soleggiato e di questi dolorini articolari per raccontarvi di ieri sera. Ma tornando ai dolorini: quant’è fastidioso il torcicollo? Davvero.

Non ci perdiamo in inutili fanfaluche: ieri siamo stati al ristorante eritreo. Il ristorante eritreo è quel ristorante etnico di quando ti vuoi vantare al lunedì con la gente dicendo “Ieri sono stato al ristorante etnico” e la gente ti chiede subito “Ah, giapponese?” e tu “No! Hai sbagliato! Hai proprio commesso un errore!” e poi ridi sparendo in una nuvola di fumo, come usava un tempo. Salvo poi ritornare due minuti dopo e svelare l’arcano: Comunque trattavasi del ristorante eritreo.

A dire il vero avevo questo solletico di andare al ristorante eritreo da un po’ di tempo. Se n’è parlato con alcuni amici e alla fine abbiamo preso questa decisione. La decisione di uscire. Ma più nello specifico, la decisione di andare a provare questi piatti golosoni.

Il ristorante in questione è Warsà, in zona Porta Venezia. Gira che ti rigira, uno finisce sempre in zona Porta Venezia. È come il film Pleasantville, dove c’è una sola strada che porta sempre allo stesso posto.

Il locale è molto carino e caratteristico. 

La signorina ci spiega che in questo posto si mangia con le mani e che dobbiamo dividere il cibo. Ora, io non amo molto questa faccenda della condivisione, se proprio dobbiamo essere onesti. Quello che è mio è mio e quello che è tuo è mio, se ti distrai un attimo. Io sono il cane sotto il tavolo che ti guarda con quegli occhi che dicono “Lo finisci quello?”

La signorina (molto cordiale) ci porta questo piattone pieno di golosità: spezzatino di carne, legumi, verdure, becchime per studenti fuorisede e hipster e questa sorta di piadina per agguantare il cibo e progettare questi fagottini cicciosi. Io non possiedo il dono della manualità e sono un noto tontolone, ma devo dire che me la sono cavata e ho mantenuto una mia dignità, facendo pochi guai. 

Ma, a parte il cibo, veramente buono, ho amato il siparietto del tè. Alla fine del pasto la signorina ci ha portato il famoso tè. Di questo momento ho amato: il contenitore, il colore della bevanda, i commensali gentiluomini che mi versavano il tè (ho adorato - molto Salomè Otterbourne).

Quindi posso dire in tutta tranquillità che mi ritengo soddisfatto. 

Ieri abbiamo rivisto Frozen (questa volta in originale).

  • La colonna sonora è proprio un successo. Di Raperonzolo non ricordo nessuna canzone, invece di Frozen ne ricordavo almeno 4 o 5
  • Il titolo però è brutto
  • Kristoff è il mio “principe” Disney preferito. No, anzi, il mio preferito è Mr Incredible, ma poi c’è subito Kristoff (tenero e cucciolone)
  • Frozen è la storia di una bambina (Enza) che vuole stare da sola, ma invece la sorella le sta sempre dietro e allora questa bambina si chiude in una stanza, ma i termosifoni non funzionano
  • Amo amo amo Olaf (I don’t have a skull. Or bones)
  • Reindeers are better than people

Monete da due euro da lanciare con forza e coraggio a quelli che alla cassa del bar fanno la scenetta “Pago io, no dai, pago io, ma cosa stai facendo? Pago io”. Monete da due euro come confetti ai matrimoni. 

Solo ieri ho scoperto che la caramella nera (marrone?) con gli zuccherini colorati presente nel gioco Caramelle ha un potere speciale. Io pensavo che facesse cose a caso, invece mi hanno spiegato che se la metti al posto di una caramella verde, ad esempio, questa distrugge tutte le caramelle verdi. Io non lo sapevo.

X Factor 2014 - Audizioni 1

E quindi ricominciamo con il nostro show del cuore. Che poi non è per niente vero, perché la voglia di dare schiaffi a destra e a sinistra ieri era molto forte dentro di me. Ogni anno ci vendono sta cosa delle novità a X Factor, ma noi siamo svegli. Noi siamo cresciuti a pane e televisione e le cose le sappiamo. Mentre i nostri compagni di classe organizzavano le pizze del sabato, noi ce ne stavamo a casa a guardare Cuore selvaggio su Rete 4. Ma che ne sanno loro? Che ne sanno loro con pizza e coca cola a 10 euro? 

Quest’anno, per l’ottava edizione di X Factor, abbiamo due giudici nuovi: Victoria Cabello (la presentatrice secca) e Fedez (un ragazzo che ha diversi tatuaggi).

Un rapido sunto della serata e poi un commento sui giudici. 

Allora: mi sono annoiatissimo. Annoiatissimo. Il solito fritto misto di fenomeni da circo e persone con una voce “che mi hai emozionato”. Ma i personaggini non mi hanno divertito (eccezion fatta per la napoletana e forse il giapponese) e mi sono anche scocciato delle persone con voci normalissime che vengono fatte passare per Marie Callas. Ecco, forse mi è piaciuto un ragazzo over e la ragazzina timida con la mamma che le tifava contro dietro la tenda (Morgan, tieni ragione!)

Pure la Wonder Woman è stata una noia incredibile. E mi è dispiaciuto, perché con 15 euro questa ragazza ha messo su uno spettacolino che di sicuro venti omosessuali a casa hanno gridato LA NUOVA REGINA DEL POP, e invece me l’hanno trattata malissimo. Giustamente lei andando via si è lamentata come una Lallai qualsiasi.

I giudici:

  • Mika - Lui mi è simpatico e quando parla dice cose sensate. L’anno scorso mi era antipatico, ma non ricordo neanche perché
  • Fedez - Ha una bella voce quando parla. Si è commosso per un ragazzino qualsiasi che a quanto pare per il provino ha acquistato uno spezzato hipster un po’ da American Apparel e un po’ da Piazza Italia (per far quadrare i conti a fine mese). A volte quando vedeva situazioni esagerate si vergognava e io vorrei pubblicizzare il sentimento della vergogna, da troppi dimenticato
  • Victoria - C’è stato un punto nella mia esistenza, un momento esatto, in cui sono passato da amore totale a odio infinito con le puntine da disegno. Ma non me lo ricordo. Forse 3 o 4 anni fa
  • Morgan - Le morganate hanno stufato. Lui che celebra Mengoni come il re del mondo, come quello che ha cambiato la musica italiana. Un povero ragazzo fa la sua audizione cantando e muovendo le mani e lui: TU MUOVI LE MANI COME MENGONI. TU RESPIRI OGNI TANTO ATTRAVERSO IL TUO APPOSITO APPARATO COME MENGONI. COME TI STAI PERMETTENDO? Noia.

Comunque noia. Noia per sempre.

Moroso: (di ritorno coi kebab) Guarda che il mio è quello coi falafel
Io: Mamma mia, come siamo ethno-chic
- Fierce  /fɪəs/
A word that can describe something as outstanding, really cool, eye catching, brutal and satisfying. A term used in fashion for cool, sexy, awesome, or any other positive remark about something. it is most famously used by Christian Siriano, Project Runway winner, and Tyra Banks.
"Your eyes look really fierce in this photo" - Tyra Banks 

"That party was really fierce" - Slightly dramatic people 

"That KFC was fierce!" - Hungover people

Tyra Banks ha fatto di tutto in 21 stagioni di America’s next top model. Ma la nostra fatina del trash riesce sempre a superare se stessa. E infatti, per i makeover questa edizione, la seconda con ragazzi e ragazze, Tyra ha deciso di utilizzare un ritaglio di moquette per il cambio di look di Denzel (in basso a sinistra). Tieni, Denzel, beccati questo pezzo di moquette in faccia: il mondo dell’alta moda ti aspetta.