Ho iniziato l’episodio dieci minuti fa e già shippo shippo shippo.

Nécessaire per l’inverno:
  • Altri 45 plaid
  • Bollitore
  • Libri per costruire il castello di Grayskull e/o la tenuta di Downton Abbey scala 1:5
  • Candele profumate per metterle lì e non accenderle mai perché con quello che sono costate
  • Ingredienti per zuppe
  • Zuppe
  • Bustine di tè 
  • Tazze
  • Zuppe
  • Guanti con pon pon / Cappelli con pon pon / Amici e conoscenti con pon pon (se non hanno i pon pon allora allontanateli dalla vostra vita con la famosa scusa Allora un giorno di questi ci prendiamo un caffè, no davvero)
  • Scatole
  • Forbici
  • Scotch marrone
  • Una zia vecchia
  • Centrini 
  • Vestiario da settimana bianca (da casa)
  • Zuppe
  • Una o due finestre per guardare fuori scostando la tenda piano piano
  • Videoregistratore e videocassette perché i pomeriggi invernali sono LUNGHISSIMI E CORTISSIMI ALLO STESSO TEMPO
  • Una grande quantità di elettricità, visto che fa buio presto
  • Riviste scientifiche per vantarsi con gli amici (“Hai visto, ho in casa delle riviste scientifiche”, e mentre dite questa cosa gliele lanciate addosso e scappate via nello sgabuzzino)
  • Una quantità di flanella pari alla superficie della mai dimenticata Prussia

Comunque ieri sera ho mangiato una pizza su una panchina, ho camminato in luoghi di giovani e ho fatto una corsa tornando a casa sotto la pioggia. La vita mi ha sbattuto in faccia questo momento di adolescenza come un sacco pieno di Lego.

Ieri sera si è fatto un gran parlare degli esercizi che a Milano chiudono presto. Ma perché?

Sabato è il giorno in cui si va a mangiare il giapponese e/o uno può stare a casa a lamentarsi. Una delle due cose. E basta. Ieri abbiamo deciso di andare al giapponese e mangiare cose fritte + riso per poi pentirci un secondo dopo perché “forse abbiamo ordinato troppe cose” (non è vero). 

Usciti dal giapponese, in zona Buenos Aires, ci è venuta questa mezza idea di andare alla Gelateria della musica. Uno degli argomenti preferiti dei milanesi è “Sei mai andato alla Gelateria della musica” along with “Che lavoro fai?” e “Non mi prende il 3g”. 

Ma il dramma era dietro l’angolo (fermata Lima): È mezzanotte! Non sarà chiuso?

E infatti. Questa cosa dei locali che chiudono presto a Milano deve finire. Io capisco in settimana, capisco questa cosa di andare a lavorare per il danaro che serve a fare la spesa. Però il sabato. Però d’estate. Dai

Alla fine abbiamo ripiegato su Grom, che è un po’ lo Starbucks di Milano. Dove ti giri c’è Grom. Uno deve andare in farmacia perché c’ha questo mal di testa da due giorni che davvero, non riesco neanche a pensare. Allora entra in farmacia, ma nel frattempo la farmacia è diventata un Grom. Davvero, non ti puoi distrarre un attimo.

Io non sono il più grande estimatore del gelato e non amo nemmeno le cose dolci, quindi il mio giudizio vale quanto la giuria di qualità a Sanremo con Silvio Orlando come presidente. Però ho preso una coppettina yogurt + caramello salato e ho amato a destra e anche a sinistra.

Comunque, in tutto questo, l’altro giorno ho visto Mean girls 2. Lo so, lo so. È stata un’esperienza tremenda, peggio di quando, alle scuole medie, si ruppe la sedia sulla quale ero seduto e caddi col culo per terra. Erano anni difficili per me e fu un’umiliazione grandissima. 

Ma comunque Sedia rotta > Mean girls 2

Volevo ringraziare pubblicamente Tumblr, il noto social network blu. Perché? Ieri, grazie a voi, ho guardato questo filmato con venti minuti di Guia Soncini. Ora, io posso anche apprezzare il nome, molto medievale, molto di una famiglia con almeno quattro zie non sposate e altrettante con venticinque bambini. Apprezzo il nome. Poi c’è il resto.

In questo video c’è la Guia Soncini che parla di cose. A un certo punto è meravigliosa: addita un quotidiano nazionale, che dopo due anni di Costantino Vitagliano, si prese la briga di spiegare il fenomeno. Su questo posso essere d’accordo con lei. L’additare lo “sdoganamento”. Il guaio è che Guia Soncini fa lo stesso errore, visto che presenta al suo pubblico (non ho capito bene, ma sembrava, dai colori e dal fermento radical chic della domenica, una convention del Partito democratico) il fenomeno dei tronisti, spiegandolo. Ora, non prendiamoci in giro, i tronisti non li devi spiegare a nessuno. Li conoscono tutti. Hai appena criticato un atteggiamento e hai fatto esattamente la stessa cosa. Se vuoi parlare di una cosa ne parli, non la spieghi. Non sei Anna Valle nel remake di Cuore.

Bisogna decidere da che parte stare. Se vuoi amare un fenomeno pop lo ami, ma non dall’alto. E soprattutto non dici di ascoltare un cantante da “due lire” perché è un tuo guilty pleasure. Lo ascolti perché ti piace.

Tempo fa pubblicai una foto di Teresanna, un personaggio di Uomini e Donne. Teresanna è la nostra regina, è la scucchia che ci porterà in un futuro di gioie e prosperità. Tempo 5 minuti e mi beccai una decina di unfollow. A me non importa, però questa cosa mi fece pensare. È più forte il desiderio di essere intelligenti o di apparire intelligenti?

Guia Soncini, che sicuramente sa parlare molto bene, ha fatto le scuole e ha questo capello scuro molto 1997 che non posso far altro che applaudire, vuole fare la snob, ma vuole fare pure quella del popolo e vuole fare ancora la snob. Un po’ troppi svolazzi, no? Non le girerà la testa?

Non avevo visto questa foto. Comunque approvo tantissimo il look da Facoltà di lettere moderne dropout.

Non avevo visto questa foto. Comunque approvo tantissimo il look da Facoltà di lettere moderne dropout.

I progressi tecnologici in Casa Valentine.

Ho messo al tablet uno sfondo tamarrissimo con l’universo e tutte le stelle che si muovono / Ho scaricato un’app chiamata “Kiss Liam Payne” / Facebook mi ha fatto scaricare per forza questo apparecchio per i messaggi. Un po’ una forzatura, ma ehi, io mi devo lamentare e mandare foto di cucciolini che dormono, quindi i messaggi privati sono per me indispensabili / Ho cercato Rupert Graves su Instagram, ma ciccia. So già invece che Tom Daley mi darà grandi soddisfazioni / Ho 3 app dei One Direction, 1 di Jamie Oliver, 1 di Italo (io adoro Italo, non so voi), vari quiz sui film e sulle celebrità, un Paint (Paint ci vuole) e un gioco di un unicorno cattivissimo e quello delle caramelle che tutti avevano quest’inverno. Ho scaricato anche quello di Perry l’Ornitorinco.

Le cronache di diavolerie elettroniche

Senza girarci molto intorno, ieri ho portato a casa il tablet. Ho aspettato tutta la giornata e, come sempre, l’attesa mi ha ripagato delle sofferenze. Sono andato al posto per prendere il tablet e l’ho pagato col danaro. Sono tornato a casa agitato come una caffettiera che sta lì lì e come prima cosa l’ho fatto cadere. Così. Lo stavo aprendo e la confezione è caduta sul tavolo. Ma che imbranato! Che voglia di darmi schiaffi a ripetizione in un loop infinito come la cascata del presepe. Comunque, grazie a Dio, nessun graffio e nessuna rottura.

Ho acceso questa cosa, quest’oggetto e uau. Le luci, i suoni. Dice che devi mettere le mani su questi tablet per farli funzionare. Io ho provato ed è vero! Si muovono le cose! Bisogna poi pigiare i tasti e puoi anche entrare in altre pagine. Io davvero, non lo so cos’altro s’inventeranno. 

Ad ogni modo è inutile fare i vaghi: io ho preso il tablet solo per farmi un account instagram e avere la possibilità di seguire I MIEI IDOLI BELLISSIMI FISICAMENTE. E quindi sono qui a chiedervi: chi dovrei seguire? E ancora: sapete consigliarmi un sito o un negozio per una cover carina per far dire agli altri “ah” e “oh”?

Telegatti

Ora, è da un po’ che non guardo Modern Family, però davvero? Ancora? E Jim Parsons? Ancora? E perché Idris Elba non ha vinto TUTTI I PREMI? A un uomo del genere o gli dai tutti i premi o tanto vale che invece degli Emmy trasmetti La sagra del peperone imbottito. Comunque non capisco nemmeno tutte le nomination a Downton Abbey (esageratissime) e ho amato tutte quelle di Orange is the new black. Ovviamente mi riprometto di guardare Breaking bad (ancora) e per un attimo mi era presa questa sciocchissima voglia di rivalutare American horror story - Coven, ma per fortuna no. The normal heart? Mom? Qualcuno li ha visti? Perché Tim Gunn e Heidi Klum non ce la fanno mai? Da quanti anni va in onda questo Amazing race? Almeno 18. Direi che basta. Comunque, cercherò di recuperare lo show dei peperoni imbottiti stasera.

Una lista di premi che dovrebbero dare a Idrisone nostro:

  • Best skin tone
  • Best sguardo che ti metto incinta e non te ne accorgi
  • Best occhi da cucciolone ma anche furbone
  • Best human being in the universe
  • Best TUTTE COSE

Mi è venuto questo flash improvviso di un giornalino di vendita per corrispondenza che si chiamava Carnaby street, o qualcosa del genere. Con questo giornalino potevi acquistare magliette, poster e altre cosette veramente indispensabili per noi adolescenti. Una mia compagna di classe acquistò la videocassetta del film “Noi ragazzi dello zoo di Berlino”, perché si sentiva un po’ una ribelle.

Ho messo la gif meno spoilerosa che ho trovato su Tumblr, dai. Non odiatemi.

Comunque questo è il post in cui si parla della season premiere di Doctor Who, ovviamente.

Vi parla una persona che ancora piange la sera nel cuscino (non sul cuscino, proprio dentro) per la “dipartita” del nostro amatissimo Matty Babes. Ho adorato Eleven e adoro Matt Smith, che è entrato di diritto nella mia personale e cortissima chart dei bonazzi magri. 

Quando se n’è andato ho pianto lacrime amare (la scena del papillon, mamma mia) e quindi ho guardato questa prima puntata dell’ottava stagione di Doctor Who con il sospetto che solo una fangirl patetica come me poteva avere. Però alla fine ho sempre amato il Dottore a prescindere, dai tempi di Nine e tutte cose e quindi ho ingoiato il boccone amaro e ho premuto play.

Ho amato: Quasi tutta la squadra dinamica della Londra vittoriana - Il nuovo capospalla del Dottore - Clara (conosco tante persone che la odiano. Ma perché? Io l’adoro) - Il dinosauro che ogni tanto ci sta proprio bene. Anche se avrei tanto voluto vedere l’espressione stupita sul volto di Matty - “The woman in the shop” - La telefonata maledetta piena di pianti - Londra - La scena finale 

Ho odiato: Il Sontaran messo lì per il comic relief - La comicità slapstick - Il nuovo arredamento del Tardis -  La Lucertola. Cioè, vado a momenti - Peter Capaldi, che sicuramente conquisterà il mio cuore, non v’è dubbio, ma ora boh. È come la lista dei difetti di Ross, ricordate? L’unico suo difetto è “non essere Rachel”

  • Is it just me, oppure Tiger da un po’ di tempo a questa parte delude? Non so. Oggi ho visto un adorabile temperamatite a forma di casetta, però a parte quello niente. Forse mi è passata la cotta, o forse c’è il solito problema della gente che non capisce più niente quando entra nel negozio e tutti stanno lì a commentare coi loro accompagnatori ogni articolo presente nel negozio. Mamma, hai visto? Qui c’è una cosa gialla! Ti prego, vieni a vedere il colore giallo - Oh mio Dio, hai ragione, è giallo! Quand’eri piccola le monache a scuola lo dicevano sempre che eri la più sveglia
  • Dovevo comprare delle penne e ho comprato delle penne. Ho visto in centro queste penne Super Smooth (giuro) e ovviamente dovevano essere mie
  • Non sono per niente pronto. A me manca ancora Eleven
  • Taylor Swift sta andando in giro in questi giorni dicendo che 1989, il suo upcoming album, è il suo primo lavoro pop. No, ma scusate, Red cos’era? E pure gli altri suoi dischi, eh, mica erano così country? Va bene che sei la regina del mondo, Taylor, però non è che puoi andare in giro a dire quello che ti pare. (Ma è vero che ora sta con Ed Sheeran?)
  • Ho trovato in una rosticceria una focaccia SOLO coi fiori di zucca e senza alici. Io lo dico sempre che Milano è una bellissima città
  • In metro c’era un ragazzo con una scopa. Proprio una scopa vecchio stile. Secondo me era una strega, oppure un nostalgico
  • Al supermercato una ragazza parlava di non so chi e a un certo punto ha detto “Si chiama Ciro di primo nome e Thomas di secondo”
  • Sempre al supermercato, ho fatto proprio una spesa molto East end. Ho preso i pomodorini, le carote (quanto amo le carote), il pane, giusto perché siamo in Italia e altre cosine colorate e praticamente niente schifezze. Ho preso pure l’uva senza semini. Cioè, ragazzi, l’uva senza semini. Che cosa di classe. Chi è che compra l’uva senza semini? Neanche Rania di Giordania. Tant’è che quando sono arrivato alla cassa, la cassiera secca coi tatuaggi mi ha detto: Ammappete
  • Ho finalmente acquistato un tablet. Un tablet è una tela rigida fatta con uno specchio davanti che riflette varie cose. È come Stilly e lo specchio magico, solo che mentre danzi la tua stanza NON diventa il palazzo del re

Avete presente quel momento della giornata in cui non potete fare a meno di pensare per 40-45 minuti buoni a Liam che si passa la mano tra i capelli nel video di You and I?