Ho capito una cosa molto importante ieri sera: Non ti puoi distrarre un secondo sugli autobi a Roma che ti ritrovi a Spinaceto. Da Wikipedia: Spinaceto - Ridente località del Lazio dove c’è un cavalcavia con le rane (vivi ancora in provincia?), il grazioso Hotel Quadrifoglio e dei bus stop che in realtà non sono tali visto che gli autobi non si fermano mai, anche quando dovrebbero.
Vedere live Cristina d’Avena è stato faticoso.
Una volta arrivati all’Atlantico e recuperato le altre persone (trattavasi di mini mitappo in pratica, ft @burrone, @cookie, @tsuki, @sallygreen e una cospicua rappresentanza di molisani che, davvero, levati) siamo arrivati quasi sotto al palco. I capelli biondi sconsiderati erano diversi e vi erano anche alcune cosplayers talmente poracce che Cristina appena le ha viste ha perso per un secondo il suo noto amore per la vita e per le cose.
La leggenda era vera: Cristina non conosce tutte le canzoni a memoria. Tra una smorfia e l’altra LEI LEGGE. E ormai non ha più un leggio con librone bensì un IPad. Attenta Cristina: che qua c’è la crisi e magari ti rubano se vai in un quartiere difficile. Ti rubano.
L’unione Pazza di San Lazzaro + Gem Boy è fenomenale. Più un live di pucci nostalgici pareva un concerto ruocche. C’era addirittura gente che pogava. Ci sono state invero alcune mancanze gravi: Siamo quelli di Beverly Hills, Là sui monti con Annette, le altre quattro sigle di Sailor Moon e altre ancora. Ma quando è arrivato il momento maghette, beh, davvero, lì ho perso ogni controllo.
Creamy, Emy, Sandy e Evelyn. Cioè, levatevi tutti. Per quei minuti ho davvero pensato che la vita fosse meravigliosa. Ho dimenticato tutto: il vergognoso gruppo di supporto (a laurà!), le grane che ti fanno venire le occhiaie e perdere il sonno, la crisi economica, i capelli di Lory del Santo.
Il potere della magia e della fantasia e del cuore e dell’amore e del sole e del trattore.
Cristina al termine del concerto non vuole lasciare il palco. Ci dice che ci ama, ci adora, che non dobbiamo mai smettere di sognare. In realtà è tutta una finta per dare il tempo al suo entourage di scegliere tra il pubblico la vittima sacrificale che la regina dei bambini e di tutti noi porterà a San Lazzaro per donarla a Satana.
Ciao Cristina. Ti voglio i sentimenti. E spero che tu abbia scelto di sacrificare quello brutto con la bandana sulla faccia.
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Creamy. Ricordo ancora...drammi familiari dovuti...mio...
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Cristina come Celentano
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